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Progetti Data Science: più vantaggiosi con i server Bare-Metal?

5 casi in cui vale la pena sfruttare il Bare-Metal

Data Science sul Cloud

Il pensiero comune vuole che i servizi di Cloud computing siano il futuro della data science. Suggerire il contrario può essere quasi considerato una blasfemia, eppure questa mentalità presenta grossi limiti. Per le start-up e le piccole aziende, infatti, i server Cloud potrebbero non essere la soluzione migliore.

Quando ho fondato Evo, la mia azienda, avevo puntato tutto sul Cloud. Dopotutto, alcuni degli stessi progressi informatici che hanno consentito i servizi Cloud su larga scala hanno reso possibile l’IA prescrittiva di Evo. Sfruttare i Big Data in maniera innovativa è fondamentale per una trasformazione impattante. Inoltre, siamo stati partner di IBM, Azure ed AWS, che adoriamo. O almeno, adoravamo.

In seguito all’espansione di Evo, abbiamo perso il controllo delle spese. A causa delle molte risorse richieste dalle numerose operazioni eseguite da data engineer, data scientist e per lo sviluppo di prodotti, Evo spendeva decine di migliaia di dollari al mese solo per le esigenze di base del parco server.

Perché ho trasferito i progetti critici legati ai Big Data su un server Bare-Metal con Serverplan

Photo by Chris Liverani on Unsplash

Ho capito ben presto che il fatto che i server Cloud necessari per i nostri progetti di data science fossero costosi non significava che questa spesa fosse inevitabile. Per servire i nostri clienti, siamo disposti a investire nelle migliori tecnologie. Ma il Cloud non era solo costoso… era anche inadatto.

I server Cloud sono forniti principalmente da poche grandi aziende, le quali possono permettersi di dettare i propri termini senza prestare particolare attenzione alle esigenze di piccole e medie imprese come la nostra. A meno che tu non sia pronto a pagare una cifra considerevole, di solito è necessario scendere a compromessi che inevitabilmente mineranno le performance. Inoltre, senza alcuna duplicazione dei servizi (non sempre fattibile a causa di costi e tipo di servizi “deploiati”), i server rischiano di riavviarsi a metà analisi, compromettendo ore di elaborazione (sicuramente già pagate). In risposta, il nostro team tecnico ha avanzato un’ipotesi audace: investire in server fisici ospitati presso un data-center in grado di fornire sufficienti garanzie di sicurezza e disponibilità delle risorse.

Ad un certo punto, mentre cercavamo di costruire tutti i nostri server in casa, ci siamo resi conto che anche in questo caso i costi sarebbero stati elevati, stavolta in termini di personale, tempo e risorse hardware; inoltre, volendo riprendere il controllo di tutti i nostri dati in tempi brevi, lo scale-up sarebbe stato troppo lento. Abbiamo iniziato così a cercare provider sia italiani che europei in grado di fornire servizi di hosting dedicato ed è stato allora che abbiamo scoperto Serverplan.

Serverplan è stato il primo fornitore di servizi su misura per le nostre esigenze. Dopo un lungo confronto tra i vari vendor e le prime macchine accese, ci siamo resi conto della loro cura verso il cliente, che ci ha visti più come un partner piuttosto che come clienti di una società di hosting anonima, riponendo quindi completa fiducia nei loro servizi (incluso il supporto). Inoltre, siamo subito rimasti colpiti dalla regolarità con cui monitorano e aggiornano attivamente l’hardware, minimizzando i rischi in termini di integrità, disponibilità e sicurezza dei nostri dati. Ancora più importante, questi server fisici sono completamente a nostra disposizione per quanto riguarda la gestione, con costi coerenti e prevedibili nel tempo, permettendoci così di risparmiare migliaia di dollari al mese, seppur mantenendo la stessa capacità e abilità di scalare – semplicemente aggiungendo nuovi server o incrementandone le risorse.

Ci siamo affidati a Serverplan per effettuare il passaggio e da allora siamo sempre rimasti molto soddisfatti del servizio offerto. Sebbene alcuni dei nostri servizi siano ancora ospitati sul Cloud per via di specifiche esigenze dei nostri clienti, oltre che per avere un backup dei dati, i server bare-metal hanno consentito a Evo di crescere e lavorare in maniera sempre più efficiente, anche come azienda dipendente dai Big Data. Il server fisico risulta quindi essere la soluzione più adatta per portare avanti i nostri progetti.

Quando conviene passare al bare metal?

Photo by ThisisEngineering RAEng on Unsplash

Appurato che per noi Serverplan è un partner migliore rispetto ai provider Cloud, su quali basi è possibile valutare se i server bare metal siano adatti alle tue esigenze? Abbiamo individuato 5 considerazioni che dovresti fare prima di scegliere un servizio.

1. Quantifica quanti dati deve elaborare giornalmente il tuo progetto per sapere di quante risorse hai bisogno.

Quando si dispone di un carico di lavoro elastico e variabile, il Cloud potrebbe in effetti essere più conveniente. I server Cloud infatti permettono una migliore scalabilità: è possibile passare da 0 a 100, tornando poi subito a lavorare a 10. Nel nostro caso specifico, riceviamo quotidianamente una mole importante di dati da parte dei nostri clienti, i quali devono essere rapidamente aggiunti a quelli già presenti nei nostri database. I dati raccolti servono per effettuare analisi già pianificate e, talvolta, addirittura manuali e non rimandabili, per cui abbiamo bisogno di certezza e affidabilità.

Photo by Campaign Creators on Unsplash

I server bare metal sono probabilmente meno reattivi in termini di scale-up, ma ci permettono di gestire enormi quantità di dati di input/output a un costo inferiore. In questo si contraddistinguono dal precedente servizio in quanto il Cloud è una soluzione poco conveniente, che necessita spesso di essere riavviata regolarmente, mentre il bare metal fornisce un servizio affidabile e costante nel tempo.

Dopotutto, quando si sottoscrive un servizio in Cloud, non si paga solamente l’archiviazione su disco. Si pagano anche tutta una serie di risorse, compreso l’input/output, che però sono limitate al livello del disco e ai limiti della VM inizialmente impostati. Non permettono però di eseguire il burst o avere un throughput elevato a meno che non si paghi in anticipo per risorse “premium”, sostenendo dunque costi extra che esulano dall’utilizzo effettivo. Un esempio può essere l’archiviazione pre-allocata di Azure. Si tratta quindi di un servizio che può diventare rapidamente molto costoso e, francamente, evitabile, soprattutto se sei in grado di effettuare una stima dei tuoi dati e delle tue esigenze di throughput.

2. Hai la necessità di allocare e proteggere grandi quantità di dati dei tuoi clienti.

Photo by Pixabay from Pexels

Salvaguardare la privacy dei dati è importantissimo. Nessuna azienda può permettersi di mettere a repentaglio la sicurezza dei dati rischiando di perdere la fiducia dei propri clienti. Dall’introduzione del GDPR, i fornitori di servizi in Cloud sono obbligati a dichiarare in maniera trasparente dove e come proteggono i dati. Tuttavia ancora si può avere la certezza totale di come questi dati vengono processati.

Al contrario del Cloud, i server bare metal obbligano ad utilizzare protocolli di sicurezza adeguati e aggiornati. Al tempo stesso, permettono un maggiore controllo sull’archiviazione e l’utilizzo dei dati, cosa che rende più facile ottenere la fiducia dei clienti e convincerli a condividere informazioni private. Se il tuo progetto di data science necessita di protocolli di sicurezza avanzati, allora sarà sicuramente più semplice garantire la protezione dei dati quando si ha maggiore controllo su di essi.

3. Valuta se hai le capacità per gestire un server e un servizio Cloud privati.

Photo by Ian Battaglia on Unsplash

Il vantaggio del Cloud è che c’è sempre qualcuno che gestisce il server in ogni momento. Tuttavia questo tipo di servizio necessita di monitoraggio costante anche da parte del team della tua azienda.

Da un lato il Cloud consente di accedere al servizio senza dover impegnare risorse interne per deployare i sistemi operativi o configurare un’infrastruttura virtualizzata. In teoria il personale tecnico esterno dovrebbe quindi occuparsi di risolvere tutte le problematiche che potrebbero emergere.

Una soluzione apparentemente comoda, ma che priva il team interno dell’opportunità di sviluppare e approfondire nuove competenze. Per fare un esempio, supponiamo che all’interno della tua azienda tu disponga di data engineer ed esperti di infrastrutture che si limitano a supervisionare le operazioni in Cloud. Interfacciandoti con loro, potresti scoprire che avrebbero le competenze anche per gestire una soluzione su server bare metal. Infatti, è importante sottolineare che il bare metal necessita di risorse interne capaci di fornire e impostare un servizio client di alta qualità. Disponendo di un buon team interno, come abbiamo noi in Evo, passare al bare metal potrebbe essere un bel modo per stimolare e mettere alla prova le tue risorse interne.

4. Controlla quando il server si riavvia o va in manutenzione e valuta l’impatto che tale interruzione potrebbe avere sulle operazioni.

Photo by Sammyayot254 on Unsplash

La manutenzione e il riavvio del server sono inevitabili. A volte bastano pochi minuti offline, altre invece servono diverse ore di manutenzione. Sul Cloud, quando è necessaria una manutenzione, può accadere che questo venga spento all’improvviso, senza nessun preavviso. E non c’è da stupirsi se si considera che nella maggior parte dei contratti sul Cloud viene chiesto esplicitamente il consenso per eseguire questa pratica. L’unica soluzione per ovviare a questo problema è raddoppiare il numero di server Cloud, aumentando quindi anche i costi del servizio, di modo da distribuire le risorse su gruppi ad alta disponibilità. Tuttavia, anche questo metodo potrebbe non essere sufficiente.

Quando stai eseguendo un’operazione critica su un dato server, il suo spegnimento improvviso potrebbe farti perdere ore di lavoro, oltre che comportare un grave disservizio per i tuoi clienti. Sui server bare metal, invece, la manutenzione può essere programmata, impostandola quindi in giorni e orari in cui avrà un impatto minimo sui progetti attivi. I riavvii di emergenza in questo caso sono rari, ma anche nel caso in cui si dovessero verificare, sarà possibile avvisare immediatamente il team e mitigare le conseguenze.

Il bare metal quindi offre il grande vantaggio di pianificare le interruzioni del servizio, riducendo al minimo l’impatto sui tuoi progetti.

5. Se sei una start-up o una piccola impresa, valuta quanto potresti sopravvivere senza server.

Photo by Ümit Bulut on Unsplash

Per un’azienda tecnologicamente avanzata come Evo i server sono di fondamentale importanza. Nessuno dei nostri strumenti o infrastrutture potrebbe funzionare senza di essi. Se dovessimo perdere l’accesso ai server, e quindi ai dati, anche solo per un giorno le conseguenze sarebbero devastanti.

La verità (che non dobbiamo mai dimenticare) è che i fornitori di servizi in Cloud non hanno bisogno dei soldi della nostra attività per sopravvivere. Questo significa che non sono particolarmente interessati a collaborare per migliorare i servizi. Qualsiasi problema, da un’elaborazione lenta che ritarda un pagamento, una modifica dei termini che elimina il nostro prodotto o qualche altra decisione che potrebbe interrompere l’accesso ai nostri server, dovremmo molto probabilmente risolverlo da soli. In tutto questo, però, un’azienda come Evo sarebbe in grossa difficoltà.

Affidandoci invece a servizi bare metal, riduciamo notevolmente il rischio di perdita dei dati o di interruzione delle operazioni causati da un eventuale cambiamento imprevisto nel business del Cloud. Se anche il tuo progetto o attività di data science dipende, come la nostra, dai server, allora dovresti seriamente prendere in considerazione anche alternative  al Cloud.

Perché scegliere il bare metal

Photo by Nejc Soklič on Unsplash

Dire che i servizi bare metal sono i migliori sarebbe errato. Ovviamente dipende dalle specifiche esigenze di ciascun progetto. D’altronde, anche noi in Evo utilizziamo una soluzione ibrida, che in parte dipende ancora dal Cloud per determinate operazioni. Ma per portare avanti alcuni progetti i server bare metal sono probabilmente la soluzione migliore.

A fronte di un costo inferiore, il team Evo ha la possibilità di detenere un maggiore controllo sui server. Inoltre, la partnership con Serverplan ci consente di migrare facilmente ai server bare metal tutte le volte che ne abbiamo bisogno. Il Cloud è indubbiamente un’ottima tecnologia, ma non è l’unico modo per sviluppare un progetto.

About the author

Fabrizio Fantini is the brain behind Evo. His 2009 PhD in Applied Mathematics, proving how simple algorithms can outperform even the most expensive commercial airline pricing software, is the basis for the core scientific research behind our solutions. He holds an MBA from Harvard Business School and has previously worked for 10 years at McKinsey & Company.

He is thrilled to help clients create value and loves creating powerful but simple to use solutions. His ideal software has no user manual but enables users to stand on the shoulders of giants.

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